Teatro Jorat, cultura popolare svizzera

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Il teatro Jorat © Jordan Lessona

Il teatro Jorat © Jordan Lessona

Immensità lignea di ricordi ed emozioni, il teatro Jorat è eco di cultura e tradizione svizzera. Mentre cammino il palcoscenico, lo percepisco forte: l’aria ne è pregna. Come la passione di Michel Caspary, suo direttore dal 2011.

È stato lui ad accogliermi all’entrata dello stabile realizzato a Mezieres, il villaggio di 1200 abitanti a soli 15 chilometri da Losanna. Ed è sempre lui a guidarmi in questo viaggio tra la storia e i segreti della struttura.

Una storia iniziata nel 1903 quando per celebrare il centenario del canton Vaud, il paese decide di realizzare una rappresentazione drammatica: La Dîme, di René Morax. Si tratta di una prima esperienza teatrale in campagna che riscuote un successo enorme.

Così, nel 1908, per iniziativa dello stesso René Morax, suo fratello Jean, Jusseaume (progettista all’Opera di Parigi) e il compositore Gustave Doret, viene costruito il teatro Jorat. Interamente in legno.

La prima rappresentazione, Henriette, è realizzata sempre da Morax. Due anni dopo segue Eleanor – rimessa in scena nel 1926, 65 e nel 87. Ogni anno, tranne durante i conflitti mondiali, si mettono in scena spettacoli nuovi ogni due anni. Tra il 1908 e il 1947 vengono cerate 15 opere.

L'insegna del teatro Jorat © Jordan Lessona

L’insegna del teatro Jorat © Jordan Lessona

Da allora il “Granaio Sublime” o il “Palazzo di Legno” come è stato soprannominato negli anni il teatro Jorat diventa sempre più un punto di riferimento culturale per la zona del cantone Vaud. E non solo. Anche grazie alla sua struttura unica e particolare viene classificata come un bene culturale svizzero di importanza nazionale.

Lo dice fiero Michel Caspary mentre accende le luci che illuminano la “fossa” dei musicisti e la sala: adesso vedo chiare le panche dove da aprile a settembre trovano posto mille appassionati a ogni spettacolo. Dal 2006 vengono ricoperti da cuscini rossi. Prima la gente li portava direttamente da casa.

Solo la scorsa stagione, oltre venti mila persone hanno assistito alle otto performance stagionali di artisti i cui camerini dietro il proscenio nascondono specchi preziosi fatti a mano. Il piccolo ambiente del teatro Jurat deve sopportare ogni volta il viavai di decine e decine di persone.

I costi di gestione sono altissimi per una piccola realtà come questa: circa tre milioni di franchi di cui solo il venti per cento viene dal cantone Vaud. Del resto si fa carico la struttura che attraverso la ricerca di sponsorizzazioni e la vendita di biglietti cerca di continuare a vivere.

A ogni rappresentazione, la sicurezza dello stabile viene garantita da sei vigili del fuoco. Siccome il teatro Jorat dà sulla strada, la viabilità viene chiusa un’ora prima e un’ora dopo lo show sia per motivi di sicurezza sia perché attori e spettatori non siano disturbati dal traffico.

Durante la messa in scena, solo l’arte può parlare in questa immensità lignea di ricordi ed emozioni, eco espanso di cultura e tradizione svizzera.

Per approfondire:
Wikipedia

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