Padiglione di ghiaccio svizzero, l’Eispavillon del Mittelallalin

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Padiglione di ghiaccio, l'Eispavillon

Padiglione di ghiaccio, l'Eispavillon

Nel fiato corto d’altitudine, riflessi sfumati di luce rossa e azzurra disegnano un mondo trasparente: contorni diafani che danno vita all’Eispavillon, il padiglione di ghiaccio nel canton Vallese della Svizzera.

Aperta nel 1960 sul Mittelallalin, e del tutto risistemata nella primavera 2016, quella in cui mi trovo è la più grande grotta di ghiaccio visitabile del mondo. E quella alla altitudine più elevata di tutti i continenti.

Per arrivare al padiglione di ghiaccio, sono partito presto dal villaggio di Saas-Fee: lì ho preso una delle cabine dell’Alpin Express. Poi mi sono imbarcato su uno dei vagoni della funicolare Metro Alpin – la ferrovia sotterranea più alta del mondo.

In pochi minuti, saliti quasi in verticale, ho raggiunto i 3.500 metri del Mittelallalin. Un tè caldo bevuto al ristorante girevole più elevato della Terra, mentre dalle sue vetrate guardavo la catena del Mischabel, le Alpi vallesane e bernesi, l’Eiger e la Jungfrau, e poi giù.

Dalla stazione della funicolare, un tunnel di settanta metri porta nel cuore del padiglione di ghiaccio. Qui, a circa otto metri sotto la superficie del ghiacciaio, colori cangianti e sfumature bluastre permettono di vedere un crepaccio dall’interno.

Passo dopo passo in questo mondo sotterraneo, l’Eispavillon mi ha rivelato un habitat inimmaginabile, ampio 5.500 metri cubi: forme di vita uniche, animali piccolissimi, quasi invisibili all’occhio nudo dell’uomo.

Poi, nei miei occhi già pieni di meraviglia, sono entrate sculture di ghiaccio i cui riflessi tratteggiano enormi delfini, cavallucci marini: figli di abili mani intagliatrici, sono capolavori inestimabili che rendono ancor più inestimabile il padiglione di ghiaccio.

Un luogo in continuo divenire dove oltre all’esposizione di opere d’arte si tengono anche spettacoli e concerti. Qualcuno per rendere unico un giorno già speciale decide di sposarsi nella cappella dell’Eispavillon.

Arredata solo di trasparenze sfumate, accoglie sposi, testimoni e pochi invitati ben coperti. Mentre il prete chiede loro se si vogliono amare per tutta la vita, dal mio fiato corto d’altitudine, esce un “sì” prematuro che riempie il padiglione di ghiaccio di una risata.

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