Museo di Zermatt, lo Zermatlantis

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Museo di Zermatt © Jordan Lessona

Museo di Zermatt © Jordan Lessona

Anche l’aria è antica: la respiro densa mentre attraverso la piazza in cui i vecchi edifici del villaggio allungano la loro ombra – legno inciso di fatica e sudore che raccontano il museo di Zermatt.

Realizzato sotto un avveniristico tetto in vetro dell’ex casinò, vicino alla chiesa del paese svizzero alle pendici del Cervino, lo Zermatlantis è una struttura museale unica: un mondo sotterraneo dove il tempo non ha più futuro ma solo passato.

Quello dell’Ottocento raccontato attraverso un paese dimenticato del canton Vallese che prende forma intorno alla piazza. Come le radici dell’albero maestoso, piantato nel suo cuore, il villaggio si allarga intorno. E crea il museo di Zermatt.

Da una parte la casa dei mulattieri, piccola e umile vicina al vecchio granaio. Poco più in là l’abitazione delle guide: uomini indomiti che il Cervino lo hanno temuto, rispettato, scalato e qualche volta vinto.

La loro storia, insieme a quella di Edward Whymper, l’inglese che il 14 luglio 1865 raggiunse per primo la cima, è custodita insieme ai ricordi e ad alcuni oggetti preziosi nel museo alpino della struttura.

Oltre, l’albergo ospita l’aula del Cervino: qui un proiettore trasmette instancabile immagini di una delle montagne più famose del mondo. Nella vicina casa del tè, il profumo di spezie è forte come il sapore di latte e formaggio che viene dal caseificio qualche passo dopo.

Di fronte, un’abitazione perfettamente ricostruita nel museo di Zermatt dice di come si viveva due secoli fa: stretti al focolare mangiando pane e latte per vincere il freddo dell’inverno di fuori dove il magazzino dei viveri era spesso povero di cibo e speranza.

Anche gli animali nella stalla e nel fienile si stringevano a sé per scaldarsi mentre consumavano la biada e il fieno raccolti durante le brevi estati di lungo lavoro e tanta fatica.

Al piano superiore del museo di Zermatt, il laboratorio di ricerca è l’unica licenza concessa alla modernità: campioni di fossili, fiori e piante, animali mummificati sono prova indelebile di quanto la vita sia così viva nel canton Vallese.

Tornato al tempo passato, finisco il mio viaggio nello Zermatlantis. Attraverso la canonica prima e la chiesa del villaggio poi, sento il potere forte della fede rivelata sull’altare e sussurrata nell’eco dell’aria antica.

Per approfondire:
Wikipedia

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