Muottas Muragl, Svizzera d’orizzonte

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Scorcio dell'Alta Egadina vista da Muottas Muragl, Svizzera © Jordan Lessona

Scorcio dell'Alta Egadina vista da Muottas Muragl, Svizzera © Jordan Lessona

È orizzonte puro quello che respiro da Muottas Muragl, orizzonte d’Alpi splendide e acque di lago limpide. Appoggiato al parapetto del rifugio sospeso a 2456 metri sul livello del mare, ammiro questo splendore e vivo un senso di pace infinita.

L’edificio è stato costruito sulla roccia, nel territorio comunale di Samedan in Alta Engadina – punto di partenza di numerose escursioni alla scoperta di questo angolo di cielo. Ma anche punto d’arrivo di una delle prime funicolari alpine svizzere.

Realizzata nel 1907, parte laggiù nel paese di Pontresina allo sbocco della Val Bernina: è lì dove prima sono salito su una delle sue belle carrozze rosso sfavillante. In dieci minuti di salita, il convoglio di Muottas Muragl ha superato un dislivello di 715 metri.

E mentre si arrampicava, dal finestrino ho guardato la natura cambiare lungo i due chilometri di linea ferrata: prima un bosco rado, poi un terreno ripido si è aperto sulla montagna di fronte sino ad arrivare qui.

Qui da dove, nei giorni limpidi di sole, si vede l’Alta Engadina a 360 gradi, il lago di St. Moritz laggiù e i ghiacciai del Bernina là davanti. Sempre qui, a Muottas Muragl, oltre cent’anni fa è stato costruito l’hotel Romantik.

Oggi è l’albergo a energia plus dell’arco alpino. Una pompa di calore con 16 sonde geometriche garantisce calore a tutto lo stabile. L’acqua riscaldata è generata da un impianto termico solare mentre la corrente elettrica è prodotta da pannelli fotovoltaici che si trovano lungo il percorso della funicolare.

Appena fuori dall’hotel di Muottas Muragl, si trova un parco giochi per bambini e poco oltre il sentiero che serpeggia tra il verde vivo della montagna. Seguendolo si può arrivare alla Chamanna Segantini, proprio sulle creste di Pontresina.

È lì che il famoso pittore Giovanni Segantini (1858-1899), amante e studioso della luce come elemento vitale dell’immagine, realizzò il suo celebre trittico “Futuro-Presente-Passato”. E proprio lì morì per un attacco di peritonite.

I più attrezzati e coraggiosi possono andare oltre, e raggiungere la Georgy Hütte. Il rifugio venne realizzato per un altro pittore: Wilhelm Georgy (1819-1893), considerato uno degli antesignani della pittura alpina. Fu lui a immortalare questi scenari da sogno. Gli stessi che continuo a guardare rapito dal parapetto di Muottas Muragl.

Per approfondire:
Wikipedia

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