Monte Pilatus, Svizzera d’incanto

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Monte Pilatus, Svizzera © Jordan Lessona

Monte Pilatus, Svizzera © Jordan Lessona

Dalla cima del monte Pilatus guardo il cielo posarsi sulle montagne intorno mentre il loro profilo aguzzo cade nel lago dei Quattro Cantoni, laggiù. Un quadro vivo di ombre e colori che cambiano nel respiro del vento.

Da quassù, a 2132 metri sul livello del mare, gli occhi si fanno grandi e il fiato corto per l’emozione di vedere ciò che la Natura ha creato in quest’angolo di Svizzera. E che l’uomo, per paura, si è negato per secoli.

Infatti, sino alla fine del 1500, nessuno saliva il monte Pilatus. La gente credeva che nel laghetto dell’incavo dell’Oberalp ci fosse l’anima di Ponzio Pilato. E che, oltre a dare nome alla cima, prima conosciuta come Frakmünt, ne increspasse le acque causando tempeste.

Secondo la leggenda, il corpo del governatore romano, suicidatosi dopo essere stato punito dall’imperatore Tiberio per aver giudicato Gesù Cristo, era stato buttato qui perché sia il Tevere sia il Reno gli avevano negato riposo.

Così, secondo la credenza locale ogni venerdì santo, l’uomo – seduto su un trono e vestito di una toga porpora – appariva per lavarsi le mani insanguinate. Solo nel 1585 il curato di Lucerna con un gruppetto di impavidi salì il monte Pilatus per spezzare la maledizione.

Ma a tenere lontano la gente da quest’incanto era anche la paura dei draghi che, si racconta ancora, dimorassero qui dove sono ora, nel cuore della montagna: un percorso che la costeggia e l’attraversa e che in passato sono state casa per i giganti dell’aria.

Nella galleria del drago si sente il vento respirare forte come se fosse il soffio di un grande predatore alato. Il freddo conservato dalla roccia graffiata del monte Pilatus è tanto come il buio che l’avvolge.

Poi, però, il bianco tenue di una nuvola bassa indica che la fine del tunnel è lì. Così, uscendo, rivedo il filo teso della funivia con cui sono arrivato prima, l’Hotel Pilatus Kulm dove dormirò e la stazione della ferrovia da dove partirò domani. Per scendere con il treno a cremagliera più ripido del mondo.

Intanto, ora, mi godo lo scenario e dalla cima del monte Pilatus guardo di nuovo il cielo posarsi sulle montagne intorno mentre il loro profilo aguzzo cade nel lago dei Quattro Cantoni, laggiù. Un quadro vivo di ombre e colori che cambiano nel respiro del vento.

Per approfondire:
Wikipedia

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