Biblioteca di San Gallo, la Stiftsbibliothek

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Biblioteca di San Gallo © Andrea Lessona

Biblioteca di San Gallo © Andrea Lessona

Scrigno barocco in stile rococò, la biblioteca di San Gallo custodisce il sapere antico di oltre 170 mila libri. Manoscritti preziosi che rendono questo luogo, insieme all’abbazia omonima, Patrimonio dell’Umanità dal 1983.

Un posto unico che prende forma negli occhi e nell’anima appena si entra: dopo aver indossato grandi pattine di feltro all’ingresso, per non rovinare il legno del pavimento, si scivola nella Storia.

Una storia iniziata nel 719, un secolo dopo la nascita dell’abbazia grazie al monaco irlandese San Gallus. Ma per ammirare la biblioteca di San Gallo – Stiftsbibliothek in tedesco – nella sua foggia attuale bisogna aspettare tra il 1758 e il 1767.

Durante quegli anni, il capomastro Peter Thub la fece abbellire con decorazioni barocche, stucchi meravigliosi, sculture uniche e preziosissime colonne in legno. Basta alzare gli occhi e ammirare il soffitto per rendersene conto.

Biblioteca di San Gallo © Andrea Lessona

Biblioteca di San Gallo © Andrea Lessona

Con il naso all’insù, si possono vedere i dettagli delle scene che immortalano i primi quattro concili ecclesiastici (Nicea, Costantinopoli, Efeso e Calcedonia tra il III e IV secolo d.C.).

All’estremità della sala, c’è nvece la mummia egiziana di Schepenese con i suoi sarcofagi, risalente al VI-VII secolo a.C. È lì dal 1836 quando è stata aggiunta agli altri tesori della biblioteca di San Gallo. Come la coppia del mappamondo ispirato alla mappa terrestre del Mercatore del 1569.

Alla Stiftsbibliothek si trova una delle più grandi collezioni di libri in lingua tedesca del primo Medioevo. Degli oltre 170 mila tomi conservati, 2200 sono scritti a mano e cinquecento risalgono a prima dell’anno 1000.

Nella biblioteca di San Gallo, c’è il Codex Abrogans – uno dei più antichi testi germanici che risale all’VIII e secolo e che viene attribuito a Arbeo di Frisinga, vescovo e letterato austriaco dell’epoca. E nel 1417, Poggio Bracciolini scoprì il manoscritto del De Rerum Natura di Lucrezio.

Alla Stiftsbibliothek si trova anche la Pianta di San Gallo, il cartiglio del IX secolo che racchiude i piani per la costruzione di un monastero perfetto secondo le idee maturate in uno dei concili di Aquisgrana per la riforma del monachesimo nell’Impero franco.

Tra i vari manoscritti presenti nella biblioteca di San Gallo, una parte rilevante è quella dedicata al mondo irlandese, carolingio e ottoniano – preziosa fonte d’ispirazione per Umberto Eco per scrivere il Il nome della rosa.

Per approfondire:
Wikipedia

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